Capita più spesso di quanto si creda: guardi il tuo ulivo, verde, sano, pieno di foglie, eppure di olive nemmeno l’ombra. A me è successo la prima volta dopo una potatura “di pulizia” fatta con le migliori intenzioni. Il risultato? Una chioma bellissima, ma una primavera senza fiori. E lì ho capito dov’era l’inghippo.
L’errore che svuota la fioritura (anche se l’albero sembra in forma)
Il problema numero uno, quando un ulivo non produce, è quasi sempre una potatura scorretta. Non perché si pota “troppo” in assoluto, ma perché si taglia nel punto sbagliato.
L’ulivo fruttifica soprattutto sui rami di medio vigore di 1-2 anni, quelli che hanno già maturato le gemme a fiore e che, se ben esposti alla luce, sono pronti a trasformarsi in infiorescenze e poi in olive. Quando si pota per “fare ordine”, eliminando tanti rami laterali e lasciando solo legno giovane o rami troppo vigorosi, si ottiene un effetto ingannevole:
- tantissime foglie nuove (segno di energia),
- pochissimi fiori (perché i rami fruttiferi sono stati tolti),
- quindi poche o zero olive.
In pratica, si spinge l’albero a crescere, non a produrre.
Come potare senza cancellare i rami fruttiferi
La potatura invernale deve essere più selettiva che drastica. L’obiettivo non è svuotare la chioma, ma renderla luminosa e mantenere una buona quota di rami produttivi.
Cosa conservare
- Rami di 1-2 anni ben esposti al sole.
- Rami di medio vigore, non troppo sottili e non “sparati” verticali.
- Una struttura ariosa che lasci passare luce e aria senza spogliare l’albero.
Cosa eliminare davvero
- Seccume e rami malati.
- Rami che si incrociano e fanno ombra interna.
- Polloni e succhioni troppo vigorosi (soprattutto quelli verticali), che rubano energia.
Un trucco semplice: se dopo la potatura vedi tanta luce ma pochissimi rami laterali “maturi”, probabilmente hai tolto più fruttifero del necessario.
Se la potatura è giusta, perché ancora niente fiori?
A volte la potatura è corretta, ma l’ulivo ha altri freni. Qui conviene ragionare come un detective, partendo dalle condizioni di base.
Luce e posizione
L’ulivo vuole pieno sole. Un’esposizione a nord, o la vicinanza di muri e alberi ombreggianti, può ridurre l’induzione a fiore. Anche una chioma troppo fitta crea ombra interna e spegne la fioritura.
Clima e colpi di freddo
L’ulivo ha bisogno di un equilibrio delicato: un inverno con freddo sufficiente per “programmare” la fioritura, ma senza gelate tardive che bruciano i fiori. Periodi freddi tra marzo e maggio possono danneggiare proprio la fase più sensibile.
Impollinazione e micronutrienti
Molte varietà sono poco autofertili. Se intorno non ci sono piante compatibili, o se mancano vento e condizioni asciutte nel momento giusto, l’allegagione cala. Anche la carenza di boro può ostacolare la germinazione del polline, con fiori che cadono senza diventare frutto.
Acqua: né troppa né troppo poca
- Siccità prolungata in primavera (marzo-maggio) può bloccare fioritura e allegagione.
- Ristagni idrici e terreni pesanti portano ad asfissia radicale, l’albero “sopravvive” ma non investe in frutti.
Altri errori che sembrano innocui (ma pesano)
Ci sono dettagli che spesso passano sotto radar:
- Eccesso di azoto: tanto verde, poca fioritura. Il classico concime “spingente” può essere controproducente se sbilancia l’albero.
- Alternanza di produzione: un anno carico e uno scarico è normale, ma diventa più marcato se non si gestisce con potatura equilibrata, nutrizione costante e acqua regolare.
- Raccolta tardiva: lasciare olive a lungo può influire sulla fioritura dell’anno successivo, perché l’albero resta “impegnato” e tende a ridurre la nuova induzione.
Checklist rapida per tornare alle olive (senza stress)
- Durante la potatura, lascia una buona presenza di rami di 1-2 anni esposti al sole.
- GarantiscI luce piena e una chioma ariosa, non svuotata.
- Controlla terreno e irrigazione: drenaggio buono, acqua regolare senza ristagni.
- Valuta impollinazione e boro se i fiori ci sono ma i frutti non legano.
- Evita concimazioni sbilanciate con troppo azoto.
La verità rassicurante è questa: nella maggior parte dei casi l’ulivo non è “sterile”, è solo stato guidato nella direzione sbagliata. E spesso basta cambiare mano alla potatura, più che aggiungere prodotti o interventi, per rivedere fiori e olive dove devono essere.




