C’è un momento, mentre la padella sfrigola, in cui capisci già come andrà a finire: se la frittata resta piatta e asciutta, lo senti quasi “a occhio”. Eppure il rimedio non è un ingrediente segreto né una magia da ristorante. È un gesto, semplice e controintuitivo, che molti cuochi usano per farla venire alta, soffice e tutt’altro che secca.
Il trucco che cambia tutto: uova non sbattute e “strapazzata” iniziale
La tentazione è sempre quella di sbattere le uova fino a renderle lisce e omogenee. In realtà, per una frittata più volumosa, funziona meglio partire diversamente: versi in padella il composto senza sbatterlo davvero, poi nelle prime fasi lo muovi come se stessi facendo delle uova strapazzate.
Che cosa succede? Incorpori aria mentre l’uovo sta iniziando a rapprendersi. È un po’ come “costruire” una struttura interna: piccole onde, pieghe, microstrati che, compattati alla fine, danno spessore. E soprattutto trattengono umidità.
Un dettaglio importante: fuoco medio-basso. Se alzi, l’esterno cuoce troppo in fretta e l’interno si asciuga prima di gonfiarsi.
Ingredienti (per 4 persone)
- 8-10 uova
- 50-60 g parmigiano grattugiato (o pecorino)
- 50-60 ml latte
- sale e pepe q.b.
- olio extravergine d’oliva q.b.
Se vuoi un effetto ancora più “cuscinoso”, puoi aggiungere 1-2 albumi extra, oppure un cucchiaio di mollica di pane finissima, ma non è obbligatorio.
Metodo: passo passo in padella (10-15 minuti)
- Rompi le uova in una ciotola. Aggiungi formaggio, latte, sale e pepe. Mescola quel tanto che basta a unire, ma non montare e non rendere il composto perfettamente uniforme.
- Scalda una padella antiaderente con un filo d’olio a fuoco medio-basso.
- Versa le uova. Aspetta che il fondo inizi appena a rapprendersi, poi con un cucchiaio di legno strapazza delicatamente: muovi dal bordo verso il centro, creando morbidi “fiocchi”.
- Quando sei circa a metà cottura, smetti di strapazzare. Con una spatola, compatta e uniforma la superficie, come se stessi “ricomponendo” la frittata per farla salire.
- Cuoci altri 2 minuti, poi gira con un piatto o un coperchio, con calma, senza schiacciare.
- Finisci la cottura dall’altro lato per 2-5 minuti a fuoco basso.
Risultato: una frittata che si alza, resta morbida e non si trasforma in cartone.
Perché la tua frittata viene bassa e secca (errori tipici)
Ecco i colpevoli più comuni, quelli che ho visto fare mille volte (e sì, anche io all’inizio):
- Fuoco troppo alto, che sigilla fuori e asciuga dentro.
- Cottura troppo lunga, spesso “per sicurezza”.
- Padella troppo grande, che allarga il composto e abbassa lo spessore.
- Sbattere troppo: sembra il contrario, ma spesso rende la texture più uniforme e meno “a strati”, e durante la cottura l’aria se ne va.
Varianti per farla ancora più alta
Se vuoi spingerti oltre, scegli una di queste strade:
- Con coperchio: cuoci coperto a fiamma bassissima. Trattieni calore e umidità, la frittata cresce più regolare.
- In forno: teglia unta, 170-180°C per circa 30 minuti. Comoda se vuoi una cottura più uniforme.
- Frittata “soffiata”: separa tuorli e albumi, monta gli albumi a neve, poi incorpora delicatamente. Qui entra in gioco la logica della schiuma culinaria: aria intrappolata che dà volume.
Il dettaglio finale che fa la differenza
Quando spegni, aspetta 1-2 minuti prima di tagliare. Sembra poco, ma permette alla struttura di stabilizzarsi e ai succhi di redistribuirsi. È quel momento in cui la frittata “si assesta” e resta alta anche nel piatto.
Se provi il trucco delle uova non sbattute e della strapazzata iniziale, ti accorgi subito della differenza: non è solo più bella. È proprio più buona, più tenera, più viva al morso.




