La prima volta che mi è successo ho pensato, “È impossibile, l’ho lavato con cura”. E invece no, il cashmere può cambiare faccia in un attimo: basta un’acqua troppo calda, una frizione di troppo, una centrifuga “tanto è breve”. Il punto è che questo filato è meraviglioso proprio perché delicato, e se lo tratti come un normale maglione, lui si vendica con l’infeltrimento.
Perché il cashmere infeltrisce (e perché non è “colpa tua”)
Il cashmere è fatto di fibre sottilissime. Quando subisce calore, movimento e attrito, le scaglie naturali della fibra si agganciano tra loro. Risultato: il tessuto si compatta, perde morbidezza e sembra più piccolo, più rigido, più “stanco”.
La buona notizia è che, una volta capito il meccanismo, il metodo giusto diventa quasi automatico.
Il metodo più sicuro: lavaggio a mano (30°C e zero fretta)
Se vuoi andare sul sicuro, scegli il lavaggio a mano. Non serve “strofinare meglio”, serve “muovere meno”.
Ecco la routine che funziona davvero:
- Prepara l’acqua
- Riempi una bacinella con acqua tiepida, massimo 30°C.
- Aggiungi pochissimo detersivo delicato per lana (va bene anche uno neutro o uno shampoo per bambini).
- Immergi il capo nel modo giusto
- Metti il maglione al rovescio.
- Un capo alla volta, così non si attorciglia con altri tessuti.
- Lascialo in ammollo pochi minuti, giusto il tempo di assorbire l’acqua.
- Pulisci senza “fare bucato”
- Massaggia premendo dolcemente, come se stessi schiacciando l’acqua dentro e fuori dal tessuto.
- Evita tre cose, sempre: strofinare, torcere, tirare.
- Risciacqua con calma
- Usa acqua tiepida o fredda, finché non è limpida.
- Anche qui, niente sfregamenti, solo pressioni leggere.
Mini checklist: se lo senti “scricchiolare”, fermati
Quando il cashmere è felice, è morbido anche da bagnato. Se invece sotto le dita senti resistenza, come un tessuto che si “chiude”, spesso è il segnale che lo stai stressando troppo.
Lavatrice: sì, ma solo con queste regole
Capisco la tentazione, a volte la bacinella sembra un impegno. La lavatrice può andare bene, ma solo se la tratti come una spa, non come un ciclo standard.
- Programma lana o delicati, massimo 30°C
- Centrifuga bassissima, sotto 400 giri, oppure disattivata
- Capo al rovescio dentro una retina o una busta per bucato
- Poco detersivo delicato, niente ammorbidente “per profumare”
Se hai dubbi, torna al lavaggio a mano. È quello che salva i capi più preziosi.
Asciugatura: qui si decide la forma (e la morbidezza)
L’errore più comune? Appendere il cashmere. Da bagnato pesa, si deforma e si allunga.
Fai così:
- Appoggia il capo su un asciugamano pulito
- Arrotola asciugamano e maglione insieme, poi premi per assorbire l’acqua
- Srotola e stendi il capo su una superficie piana, in posizione naturale
- Lontano da sole, termosifoni e fonti di calore
Se vuoi un riferimento rapido, ecco una tabella che uso mentalmente:
| Fase | Da fare | Da evitare |
|---|---|---|
| Lavaggio | Acqua tiepida 30°C, pressioni leggere | Strofinare, torcere |
| Centrifuga | Bassa o zero | Giri alti |
| Asciugatura | In piano, all’ombra | Appeso, calore diretto |
Stiratura e conservazione: gli ultimi dettagli che fanno la differenza
Se serve, stira al rovescio a temperatura bassa. Ancora meglio il vapore a qualche centimetro di distanza, con un panno tra ferro e tessuto, così non “lucidi” la maglia.
Per conservarlo:
- piegalo, non appenderlo
- riponilo in un luogo fresco e asciutto
- lavalo raramente, spesso basta arieggiarlo, meno lavaggi significa più vita e meno pilling
Alla fine, il segreto è tutto qui: meno azione, più delicatezza. E il cashmere, quando lo capisci, torna a essere quello di sempre, soffice, caldo, impeccabile.




