A un certo punto te ne accorgi quasi per caso: la casa è silenziosa, tu vorresti dormire, e invece lui è lì che cammina, miagola, sembra “perso” nel corridoio. Un gatto anziano che dorme male non sta facendo i capricci, spesso sta provando a dirti che qualcosa, dentro o fuori, non torna più come prima.
Quando il sonno cambia, non è solo “vecchiaia”
Con l’età il ciclo sonno veglia può sfasarsi, ma quando compaiono insonnia notturna, agitazione, vocalizzi insistenti o disorientamento, vale la pena prendere sul serio il messaggio. I gatti senior dormono ancora molte ore, solo che a volte le spostano nel momento “sbagliato”, e questa inversione può essere il riflesso di un disagio fisico o neurologico.
I segnali più tipici da osservare sono:
- miagolii notturni “senza motivo”
- sonnellini lunghi di giorno e notti inquiete
- giri ripetuti per casa, come se cercasse qualcosa
- lettiera “dimenticata” o pipì fuori posto
- meno interesse per cibo, gioco, coccole
Le cause più frequenti: le tre grandi sospette
1) Demenza senile (Cognitive Dysfunction)
È una delle cause più sottovalutate. Nel gatto anziano può comparire una forma di declino cognitivo con cambiamenti simili, per meccanismi, a quelli della Alzheimer nell’uomo: perdita progressiva di neuroni, accumulo di proteine e riduzione del flusso sanguigno cerebrale. Il risultato, visto da fuori, è un micio che di notte si “sveglia” e non capisce più bene dov’è, chi sei, cosa sta facendo.
Indicatori che puntano in quella direzione:
- disorientamento (si blocca negli angoli, fissa il vuoto)
- miagolii forti, ripetuti, soprattutto al buio
- alternanza sonno diurno e veglia notturna
- confusione su ciotole e lettiera
2) Insufficienza renale cronica
Molto comune nei senior. Quando i reni lavorano peggio, il gatto tende a bere di più e urinare più spesso. Sembra un dettaglio, ma immagina la notte: sete, bisogno di alzarsi, lettiera magari lontana o scomoda, e il sonno si spezza in frammenti.
Indizi tipici:
- aumento della sete e pipì frequente
- dimagrimento, pelo più opaco
- stanchezza e cambiamenti di umore
3) Artrosi e dolori articolari
Il dolore non sempre si vede. Molti gatti non zoppicano, semplicemente “evitano”. Saltano meno, si muovono con prudenza, cambiano posizione spesso perché nessuna è davvero comoda. E di notte, quando tutto è fermo, quel fastidio si fa sentire di più.
Campanelli d’allarme:
- riluttanza a salire sul divano o sul letto
- irritabilità se lo tocchi in certe zone
- sonno leggero, risvegli frequenti
- dolori articolari che aumentano con il freddo
Cosa può aiutarlo davvero (senza tentativi a caso)
Visita veterinaria: la mossa che cambia tutto
Se i sintomi sono nuovi o in peggioramento, la priorità è una visita veterinaria. Non per “medicalizzare” la vecchiaia, ma per capire se c’è una patologia gestibile. Spesso bastano esami del sangue e delle urine, una valutazione del dolore, e un piano di supporto mirato.
Routine prevedibile: il suo orologio interno ringrazia
I gatti anziani si aggrappano alla prevedibilità. Prova a creare una giornata “a binari”:
- pasti sempre a orari simili
- mini sessioni di gioco (anche 5 minuti) 2 o 3 volte al giorno
- coccole o spazzolate serali, brevi e calme
- ultimo pasto leggero prima di dormire
Questo aiuta a scaricare energia e riduce l’ansia notturna.
Ambiente comodo, vicino, facile
Qui spesso si risolve più di quanto immagini:
- lettiera a bordo basso, facile da entrare anche con artrite
- acqua e ciotola raggiungibili senza “scale” o salti
- cuccia calda e stabile, in un punto tranquillo ma non isolato
- lucina notturna tenue, utile se è disorientato
Sterilizzazione (se non lo è): meno notti “in allarme”
Se il gatto non è sterilizzato, il calore e la tensione ormonale possono aumentare vocalizzi e irrequietezza. La sterilizzazione spesso migliora la qualità del riposo e riduce comportamenti stressanti.
Alimentazione e supporto quotidiano
Una dieta senior ben scelta può sostenere reni, peso e tono generale, e prevenire carenze (per esempio alcune vitamine del gruppo B come la tiamina). Non è solo “crocchetta diversa”, è un modo per togliere fatica al corpo.
La cosa più importante: non normalizzare il disagio
Se il tuo gatto anziano dorme male, c’è quasi sempre una causa concreta, e spesso è affrontabile. Con diagnosi precoce, routine, ambiente su misura e un po’ di pazienza, molte notti tornano sorprendentemente tranquille, per lui e per te.




