C’è un momento preciso in cui te ne accorgi: apri la finestra per prendere aria e, invece, trovi piume, guano e quel frullare improvviso che ti fa capire che il balcone non è più “tuo”. La buona notizia è che, spesso, per convincere i piccioni a cambiare rotta non serve una guerra, basta parlare la loro lingua, o meglio, “profumare” in modo strategico.
L’odore che li fa scappare (e perché funziona)
Tra i rimedi più citati per allontanare i piccioni, l’odore considerato più sgradito è quello della naftalina, cioè le classiche palline antitarme a base di naftalene. L’idea è semplice: il profumo è intenso, persistente e tende a disturbare la loro permanenza in un’area dove vorrebbero posarsi o nidificare.
Detto con sincerità, è un rimedio “forte” anche per noi. Proprio per questo va gestito con attenzione, soprattutto se hai bambini, animali domestici o spazi poco ventilati.
Naftalina: come usarla senza fare pasticci
Se scegli questa strada, la regola è una: evitare il contatto diretto e l’esposizione prolungata in ambienti chiusi.
Ecco un modo pratico e più controllabile:
- Metti 2 o 3 palline in sacchetti di tela o garza, meglio se con piccoli fori.
- Posizionali in punti “di passaggio” dei piccioni, come davanzali, angoli del balcone, vicino a grondaie o vasi.
- Tienili lontani da ciotole, piante commestibili e zone dove toccano bambini o animali.
- Sostituiscili ogni 1 o 2 settimane, oppure prima se piove spesso o l’odore cala.
Se l’odore ti sembra eccessivo, è un segnale utile: probabilmente lo è anche per l’ambiente di casa. In quel caso, meglio puntare su alternative più leggere.
Spezie pungenti: peperoncino, Cayenna e cannella
Qui entriamo nei rimedi che, a me, hanno sempre dato l’idea di essere “furbi”: non invadono tutta la casa, ma rendono scomoda la sosta.
Puoi usare:
- peperoncino in polvere
- pepe di Cayenna
- cannella
Come applicarle:
- Pulisci bene la superficie (se resta odore di cibo o residui, i piccioni tornano).
- Spargi un velo sottile nelle zone dove si posano.
- Ripeti dopo pioggia, vento forte o lavaggi.
Suggerimento pratico: se hai superfici delicate, meglio evitare la polvere direttamente e usare un contenitore traforato, tipo un barattolino con fori sul tappo.
Oli essenziali e piante aromatiche: profumi “umani”, fastidi per loro
Se vuoi un approccio più “da casa”, gli oli essenziali e le piante aromatiche possono aiutare, soprattutto come mantenimento dopo una pulizia accurata.
I più usati sono:
- menta piperita
- agrumi (limone, arancia)
- lavanda
- rosmarino e basilico (anche in vaso)
Applicazione semplice:
- In uno spruzzino, diluisci poche gocce di olio essenziale in acqua.
- Nebulizza su ringhiere e davanzali (senza esagerare).
- Rinnova ogni 7-10 giorni.
L’effetto non è “istantaneo” come con odori più aggressivi, ma nel tempo può rendere l’area meno invitante.
Aceto bianco: rapido, economico, da rinnovare spesso
L’aceto bianco è il classico rimedio da emergenza: lo spruzzi, l’odore si sente subito, e spesso i piccioni evitano di fermarsi.
Funziona meglio così:
- Spruzza nelle zone critiche dopo aver pulito.
- Evita superfici in pietra naturale o materiali sensibili, meglio fare una prova prima.
- Ripeti spesso, perché l’odore svanisce in fretta, specialmente all’aperto.
La strategia che aumenta davvero l’efficacia: odori + dissuasori
Gli odori funzionano molto meglio se non lasci “comodità” ai piccioni. Abbina almeno una di queste soluzioni:
- nastri riflettenti o oggetti che si muovono col vento
- reti o barriere nelle zone di nidificazione
- prodotti naturali a base di capsaicina (in gel o spray), utili per scoraggiare l’appoggio
Se l’infestazione è intensa, la soluzione più stabile resta un intervento con dissuasori fisici installati correttamente. Gli odori, da soli, possono non bastare quando un punto è già diventato “casa loro”.




